TORNARE A SÈ

Gautama fuggì di casa una notte, col favore delle tenebre, abbandonando la moglie e il figlio appena nato per intraprendere un viaggio alla ricerca dell’illuminazione. Stette fuori casa per ben dodici anni. Quando fece ritorno, trovò il figlio ormai grande e la moglie molto addolorata. Quest’ultima gli chiese se non avrebbe potuto trovare l’illuminazione anche rimanendo lì con loro, senza abbandonare la famiglia: Buddha rispose di sì, ma che quando era partito non lo sapeva ancora, poiché lo aveva capito solo dopo tutto quel girovagare.

È necessario fare un lungo viaggio fuori di sé per poter scoprire chi siamo. Ognuno di noi ha un suo proprio viaggio e ogni viaggio è unico e irripetibile. La vita è nostra maestra, ci accompagna là dove dobbiamo essere in quel determinato momento. Anche se, a volte, abbiamo la sensazione di essere fuori luogo o fuori tempo, siamo sempre dove dobbiamo essere e le prove che ci troviamo ad affrontare sono le prove giuste per noi. Nessuno può sostituirsi a noi nelle nostre esperienze. Siamo noi, e solo noi, a dover camminare, passo dopo passo, lungo il nostro percorso, e lo dobbiamo fare con le nostre forze. Il viaggio della vita è essenzialmente un viaggio di scoperta di noi stessi e della nostra unicità. Il viaggio di ritorno verso il nostro vero Sé. Le conquiste esterne lasciano il tempo che trovano se non sono finalizzate alla conoscenza interiore. Il vero viaggio è quello alla conquista di noi stessi. L’unica conquista che abbia senso conseguire.

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